Calcolo dello stoccaggio

Calcolo dello stoccaggio

Oltre al ruolo attivo dell'apicoltura naturale, è necessario fare un inciso specifico relativo all'attivazione ed al mantenimento del progetto Domus mellifera. Tale servizio, oltre a rivestire un ruolo importante per il mantenimento della biodiversità con la creazione di nicchie di rifugio per diverse potenziali specie, può risultare altresì importante e legato anche un altro aspetto, direttamente e specificamente correlato all'azione attiva di posizionamento delle cassette nido unita alla loro successiva colonizzazione da parte di Apis mellifera. Infatti, nel caso in cui una colonia insediata non venga rivendicata da alcun apicoltore (divenendo così secondo WBA assimilabile ad una colonia selvatica) e se il mantenimento della colonia (famiglia) avviene in modo naturale nel tempo, ovvero senza alcun intervento antropico diretto (al netto delle operazioni di facilitazione e mantenimento della colonia, quali l'eventuale monitoraggio per prevenire eventuali diffusioni di zoonosi), è possibile affermare che tale situazione identifica una nicchia ecologica specializzata, in equilibrio con le risorse trofiche disponibili in quell'ambiente. Ecco che tale condizione di permanenza stabile deriverà da una selezione o un adattamento naturale alle condizioni ambientali specifiche, in quanto sottoposta proprio alle limitazioni naturali determinate dell'ambiente circostante e dalle sue condizioni (qualità e quantità di predatori, disponibilità trofiche, concorrenti specifici per le risorse alimentari, avversità climatiche, ecc.). In tale situazione, ipotizzabile quindi come condizione in equilibro dinamico ma permanente con l'ambiente esterno, l'azione "completa" Domus mellifera può ascriversi anche come un servizio potenziale di arricchimento generale dei servizi di impollinazione reale dell'ambiente circostante e, conseguentemente, dei servizi ecosistemici correlati. In quest'ottica, e solo in relazione a tali condizioni di naturalità e sussistenza della condizione stessa, dall'analisi bibliografica WBA ha potuto valutare in modo empirico il valore di alcuni servizi di impollinazione, da cui dipende la presenza e la riproduzione di moltissime specie, in particolare le piante erbacee, le quali contribuiscono al consolidamento di aree marginali soggette, alla riduzione dei fenomeni erosivi superficiali del suolo e anche lo stoccaggio di CO2. Di seguito, quindi, si riporta tale metodologia.

Nella seguente tabella viene riassunto il percorso metodologico utilizzato per stimare la segregazione massima di CO2 attraverso questo approccio sperimentale. Lo schema si compone di una tabella a doppia entrata con 3 parametri considerati nel modello, avvero APE (dati quali-quantitativi riconducibili al fattore ape), RAPPORTO PIANTA-AMBIENTE (dati quali-quantitativi riferiti ai fattori vegetazionali) e SEGREGAZIONE C e CO2 (dati quali-qualitativi riferiti alla fissazione di C e CO2). Nella colonna RISULTATO OTTENUTO è possibile individuare la formula utilizzata (indicata tra parentesi) ed il relativo valore numerico ottenuto.

Partendo dai risultati ottenuti (note 1, 2 e 3), si sono moltiplicati il valore "n. finale di piante efficaci ed efficienti" per il valore "valore medio di segregazione di una singola pianta (t)", ottenendo un risultato di 15,9375 t di CO2 segregata per anno grazie all'azione di una singola colonia naturale

(cassetta nido). Considerando un raggio medio di azione delle api pari a 3000 m, è possibile calcolare l'area di influenza di una singola colonia, pari a 2826 ha visitati o, in questo caso, serviti dai servizi ecosistemici.

Da questo dato si può ricavare che l''apporto di una singola colonia naturale, per ha, considerando i parametri sopra rilevati, è pari mediamente ad ipotetici 5,64 kg/ha (circa) di CO2 per anno segregata.

VISUALIZZA LA TABELLA

Note:
1) per il parametro APE sono stati calcolati il numero massimo di fiori effettivamente serviti dai servizi di impollinazione, tenendo conto per fattore prudenziale che i valori da letteratura delle performance attribuibili ad un'ape sono state poste ben al di sotto dei valori minimo medi, considerando la possibile influenza di fattori esterni (ad esempio giornate di pioggia, saccheggio degli alveari, ecc.);

2) per il parametro RAPPORTO PIANTA-AMBIENTE si è cercato di valutare il numero finale di piante stimate che potranno essere considerate efficaci ed efficienti alla fine del periodo annuale per quanto riguarda la segregazione di C e CO2, in rapporto al numero efficace di fiori effettivamente serviti dai servizi di impollinazione (risultato APE). Anche in questo caso si sono valutati valori prudenziali minori dei valori da letteratura, considerando anche i cicli vitali medi (e quindi l'efficienza di fioritura nell'anno) delle due famiglie Leguminose e Graminacee; viene quindi considerata, in questa metodologia, solo la componente erbacea;

3) per il parametro SEGREGAZIONE di C e CO2, partendo dai dati certi di segregazione in condizioni sperimentali ottimali (prove sperimentali di aree a sovescio o rinaturalizzazione con essenze miste, sia spontanee che commerciali) è stato calcolato il valore medio di segregazione di una singola pianta, espresso in tonnellate (t).